Ipocondria
Nella mia esperienza clinica più che una diagnosi unica di “ipocondria” preferisco parlare di sintomi ipocondriaci che possono comparire in diversi disturbi psicologici.
Chi soffre di ipocondria vive una preoccupazione eccessiva e persistente per la propria salute, accompagnata dalla convinzione di avere (o di poter sviluppare) una malattia grave, nonostante esami medici rassicuranti .
Il nucleo centrale è la interpretazione catastrofica delle sensazioni corporee: un formicolio diventa un segno di sclerosi multipla, un dolore allo stomaco un tumore, un battito accelerato un infarto imminente.
Una persona in terapia mi ha detto: “Non è che voglio preoccuparmi, lo so che il dottore ha detto che le mie analisi sono a posto… ma il mio corpo mi manda segnali e io entro in ansia”
Questa frase descrive bene il vissuto: la paura nasce da un’interpretazione ansiosa del corpo e non viene placata da nessun referto medico
Sintomi
monitoraggio costante del corpo
interpretazione catastrofica delle sensazioni corporee
ricerca continua di rassicurazioni mediche
paura persistente di essere malati
difficoltà a fidarsi degli esami clinici
evitamento di luoghi o informazioni legate alla malattia
ansia intensa che peggiora la qualità della vita
In terapia, molte persone raccontano di passare ore su internet a cercare sintomi, oppure di fare visite mediche ripetute senza sentirsi mai davvero rassicurate.
Come si manifesta nella vita quotidiana
Nella stanza di terapia emergono spesso situazioni come:
Controlli ripetuti del battito, della pressione, della pelle.
Paura di malattie specifiche, spesso gravi (tumori, malattie neurologiche, cardiache).
Difficoltà a concentrarsi, perché la mente torna sempre al corpo.
Evitamento di attività per paura di “stare male”.
Senso di colpa per “preoccupare gli altri”.
Una paziente mi ha detto:
“So che gli esami sono negativi, la mia testa lo sa ma io continuo ad avere paura e non mi spiego perché sento quello che sento.”
Questo è il cuore del disturbo: la logica non basta è necessaria una maggiore fiducia nel proprio corpo e nella vita.
Perché compare l’ipocondria
Le cause sono multifattoriali e includono:
esperienze pregresse di malattia in famiglia o personali
tratti di personalità come perfezionismo e iper-responsabilità
ansia generalizzata
difficoltà a tollerare l’incertezza
paura della morte o della perdita
stress prolungato
difficoltà a contenere le sensazioni corporee
Come la psicoterapia può aiutare
L’ipocondria non si risolve con la forza di volontà o con “il pensare positivo”.
Richiede un percorso psicoterapeutico che aiuti a comprendere i meccanismi interni, a ridurre l’ansia e a costruire un rapporto più sano con il proprio corpo.
Due approcci che possono essere molto utili sono l’Analisi Transazionale e la Bioenergetica.
Analisi Transazionale: comprendere il dialogo interno
L’Analisi Transazionale (AT) aiuta a esplorare il modo in cui le parti interne della personalità - Bambino, Genitore, Adulto - interagiscono tra loro.
Spesso accade che:
il Bambino si spaventi per ogni sensazione corporea
il Genitore interno sia critico o catastrofico (“Attento!”)
l’Adulto fatichi a valutare la realtà con calma
In seduta, capita che una persona dica:
“Una parte di me sa che sto bene, ma un’altra parte non ci crede.”
L’AT aiuta a:
ridurre il dialogo interno catastrofico
sviluppare un Adulto più stabile e rassicurante
comprendere le origini emotive della paura
rivedere i “copioni” di vita che mantengono il disturbo
Bioenergetica: lavorare sul corpo per calmare la mente
La Bioenergetica parte da un principio fondamentale: il corpo parla.
Nell'ipocondria, il corpo è spesso iper-monitorato, teso, contratto. Il respiro è corto, la postura rigida, l’attenzione costantemente rivolta all’interno.
La Bioenergetica aiuta a:
sciogliere tensioni croniche
migliorare la respirazione
ridurre l’iperattivazione fisiologica
aumentare la sensazione di radicamento e sicurezza
diminuire la paura delle sensazioni corporee
Molte persone riferiscono che, lavorando sul corpo, le sensazioni diventano meno minacciose e più comprensibili.
Perché questi due approcci funzionano insieme
L’Analisi Transazionale lavora su pensieri, emozioni e schemi interni.
La Bioenergetica lavora su respiro, tensioni e regolazione corporea.
Insieme permettono di:
comprendere da dove nasce la paura
ridurre l’ansia che alimenta il disturbo
sviluppare un dialogo interno più sano
recuperare fiducia nel proprio corpo, ascoltando le sensazioni fisiche senza spaventarsi
interrompere gradualmente il circolo vizioso dell'ansia e della conseguente risposta neurovegetativa che allarma la persona
Quando vivi una forte paura per la tua salute, ogni sensazione del corpo può diventare un allarme.
Molte persone che seguo mi dicono: “So che è normale avere certe sensazioni nel corpo ma quando mi viene la tachicardia non riesco a non preoccuparmi e più sento il cuore che batte più sto male”
Questa distanza tra ciò che sai e ciò che senti è uno degli aspetti più dolorosi dell’ipocondria. In terapia con il tempo diventa più facile stare a contatto con le sensazioni corporee così da sviluppare una maggiore sicurezza interna e un rapporto più sereno con il proprio corpo e con se stessi.
Per approfondire
Clicca qui per ascoltare la mia intervista sul tema dell'Ipocondria
Clicca qui per ascoltare la mia intervista sul tema dell'Ipocondria
Emanuela Bellone
Psicologa e Psicoterapeuta
Iscritta Albo Psicologi e Psicoterapeuti N. 10079
