Disturbo ossessivo compulsivo
Nel mio lavoro incontro spesso persone che convivono con rituali compulsivi di vario tipo.
Alcuni di questi comportamenti sono facilmente osservabili, come il lavaggio ripetuto delle mani o il controllo insistente delle serrature, mentre altri sono rituali mentali, più difficili da riconoscere dall’esterno, come il conteggio silenzioso o la ripetizione mentale di frasi o formule.
In entrambi i casi, si tratta di azioni che devono essere eseguite secondo regole rigide e precise, percepite come necessarie per ridurre l’ansia o prevenire un evento temuto.
Talvolta il rituale ha un legame apparentemente realistico con la paura sottostante: fare la doccia per sentirsi puliti, controllare la stufa per evitare un incendio. Tuttavia, queste azioni diventano rapidamente eccessive e sproporzionate, come docce che durano ore o controlli ripetuti decine di volte prima di uscire di casa.
Indipendentemente dalla loro forma, ossessioni e compulsioni tendono a occupare una quantità significativa di tempo e interferiscono considerevolmente con la vita quotidiana. Nei casi più severi, possono diventare profondamente invalidanti, limitando la libertà personale e la capacità di svolgere attività anche semplici.
Che cosa sono le ossessioni
Le ossessioni sono pensieri, immagini o impulsi che compaiono all’improvviso, contro la propria volontà, e generano ansia, paura o vergogna.
Non sono semplici preoccupazioni: sono intrusive, ripetitive e difficili da ignorare.
Esempi che emergono spesso in terapia
paura di contaminazione (“E se tocco qualcosa di sporco e mi ammalo?”)
dubbi continui (“Ho chiuso la porta? E se non l’ho fatto?”)
immagini o pensieri aggressivi che la persona non condivide
immagini disturbanti che compaiono senza motivo
Una persona in seduta mi ha detto: “So che è irrazionale, ma il pensiero torna, torna, torna… e non riesco a fermarlo.”
Questo è il cuore dell’ossessione: il pensiero ossessivo non è scelto, non è volontario.
Che cosa sono le compulsioni
Le compulsioni sono azioni ripetitive, fisiche o mentali, che la persona mette in atto per ridurre l’ansia generata dalle ossessioni.
Possono essere visibili (lavarsi le mani, controllare, riordinare) o interne (pregare, contare, ripetere frasi mentalmente).
Le compulsioni sono dei tentativi di alleviare l’ansia, ma che finiscono per rinforzare il disturbo, creando un circolo vizioso difficile da interrompere.
Esempi dalla stanza di terapia
una persona che controlla il gas 10, 20, 30 volte prima di uscire
chi ripete mentalmente una frase “protettiva” per evitare una catastrofe immaginata
chi lava le mani ripetutamente
chi evita luoghi, persone o oggetti per paura di contaminazione
Una paziente mi ha detto: “So che è assurdo, ma se non faccio il rituale mi sembra che succederà qualcosa di terribile.”
Il DOC non è logico: è emotivo, profondo, radicato nella paura.
Perché compare il DOC
Le cause del DOC sono multifattoriali e includono:
stress prolungato
esperienze emotive non elaborate
tratti di personalità come perfezionismo e senso di responsabilità eccessivo
dinamiche familiari rigide, ipercritiche o caratterizzate dall'assenza di sostegno emotivo
In terapia emerge spesso un tema ricorrente: molte persone con DOC hanno imparato, fin da piccole, a controllare molto, a non sbagliare, a essere “perfette”.
Il DOC diventa allora un modo estremo per gestire ansia e insicurezza.
Come la psicoterapia può aiutare nel DOC
Il DOC non si risolve con la forza di volontà.
Richiede un percorso psicoterapeutico che aiuti a comprendere i meccanismi interni, a ridurre l’ansia e a interrompere il circolo ossessione‑compulsione.
Due approcci che possono essere utili sono l’Analisi Transazionale e la Bioenergetica.
Analisi Transazionale: comprendere il dialogo interno
L’Analisi Transazionale (AT) aiuta a esplorare il modo in cui le parti interne della personalità - Bambino, Genitore, Adulto - interagiscono tra loro.
Nel DOC spesso accade che:
il Bambino si senta spaventato, in colpa o sotto pressione
il Genitore interno sia rigido, critico, perfezionista e invapace di sostenere
l’Adulto fatichi a prendere spazio e a valutare la realtà con calma
In seduta, capita che una persona dica: “So che è irrazionale, ma dentro di me qualcosa dice che devo farlo.”
L’AT aiuta a dare voce a queste parti, a riconoscerle e a riequilibrarle.
Benefici dell’AT nel DOC
ridurre il senso di colpa e la pressione interna
riconoscere i messaggi critici che alimentano le ossessioni
sviluppare un Adulto più stabile e rassicurante
rendere consapevoli i “copioni” di vita che mantengono il disturbo
Bioenergetica: lavorare sul corpo per ridurre l’ansia ossessiva
La Bioenergetica parte da un principio fondamentale: il corpo trattiene tensioni, paure e rigidità.
Nel DOC, il corpo è spesso contratto, il respiro corto, la postura rigida: è come se fosse sempre in allerta.
Benefici della Bioenergetica nel DOC
sciogliere tensioni croniche
migliorare la respirazione
ridurre l’iperattivazione fisiologica
aumentare la sensazione di radicamento e sicurezza
diminuire la necessità di rituali calmanti
In terapia, molte persone riferiscono che, lavorando sul corpo, i pensieri ossessivi diventano meno invadenti e più gestibili.
Perché questi due approcci funzionano insieme
L’Analisi Transazionale lavora su pensieri, emozioni e schemi interni.
La Bioenergetica lavora su respiro, tensioni e regolazione corporea.
Insieme permettono di:
comprendere da dove nasce il DOC
ridurre l’ansia che alimenta ossessioni e compulsioni
sviluppare un dialogo interno più sano
recuperare libertà e flessibilità mentale
interrompere gradualmente il circolo vizioso del disturbo
Chi soffre di questo disturbo spesso vive con vergogna le proprie ossessioni e compulsioni tanto da non volerne parlare.
Se il Disturbo Ossessivo‑Compulsivo sta limitando la tua vita, non devi affrontarlo da solo/a.
Un percorso psicoterapeutico può aiutarti a ritrovare equilibrio, libertà e benessere.
Emanuela Bellone
Psicologa e Psicoterapeuta
Iscritta Albo Psicologi e Psicoterapeuti N. 10079
